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La Storia
Il sole batte fiacco sull’ultima pagina di questo mio diario.
Qui, sulla mia scrivania e tutt’intorno nella stanza, l’odore di maggio con tutti i suoi giorni fa largo alle ore di nebbia novembrina e io, lenta, scrivo il ricordo dei fiori e dei legni, delle spezie e del mare, che anche quest’anno ho respirato e che ora ricerco come un chimico tra le mie boccette e le mie essenze.
La mia storia comincia qui …un tavolo, una sedia, una libreria sfinita dal peso di centinaia di vecchi libri di botanica e storia dell’arte e una miriade di “gialli”, così a me piace chiamare i miei profumi.
Se provate a chiudere gli occhi li potete vedere…i miei “gialli”…
Sono le spighe al sole di giugno, sono l’ultima ora di luce dei primi giorni di settembre, sono il pistillo sfacciato dei gigli e quello esuberante delle calle, sono il miele di castagno, profondo e denso, sono la giada, l’ambra, sono la luna sbiadita tra le nuvole scure …pallida e dolce.
Per tutta la mia vita, tra questi quattro angoli, ho cercato il verde del tè, il blu dell’iris, il lilla della Provenza, il caldo umido dell’India, le luci di New York.
Dicono che sia scienza quella dei profumi, un’esaltazione piacevole di sostanze naturali o preparate artificialmente. Io so che è ricerca, passione, attesa.
Il profumo è molto più che un odore. E’ molto più che il ricordo di un fiore. Il profumo è il potere di un’immagine, è il fascino di lasciarsela addosso e renderla per sempre. E’ ciò che tutti vogliono. E’ l’eterno ritorno.
Nasce con me Belforte “la fabbrica delle cose profumate”, che ruba il nome al piccolo borgo tardo medievale, roccaforte delle mie infantili estati trascorse assieme con la mia famiglia. Là, nella calura estiva, accaldata e trasognante, mi tuffavo tra il verde dell’erba e l’azzurro del cielo …solo io e l’odore di giallo, le ginestre.